"Consiglierebbe la carriera di scrittore?" mi chiese uno degli studenti.
"Stai cercando di dire amenità?" gli chiesi.
"No, no parlo seriamente. Consiglierebbe la carriera di scrittore?"
"È lo scrivere che sceglie te e non tu lo scrivere."

Charles Bukowski

mercoledì 7 luglio 2010

Il segreto dei Bar


"Jimmy conosceva il segreto dei bar". Il cigolio delle porte era uno di questi. L'appicicaticcio alcolico dei tavoli e del bancone l'ingrediente immancabile. Un barista con barba incolta e camicia sbottonata. Una barista non più giovanissima che mostra le sue grazie ed il suo seno prosperoso ed esperto fra i suoi capelli dispersi che accarezzano il collo sinuoso in ciocche bagnate di sudore. Dentro un odore caldo di sigarette al mentolo e lozioni per capelli invecchiate. Le lozioni. Ma il segreto unico, il più sacro e genuino, l'indispensabile è il cliente. Forma postmoderna per identificare, distanziare, mercificare quella figura mistica e salvifica per l'umanità che è l'uomo da bar. Volti spigolosi e unici, attori del mondo che potrebbero riempire cinema. Storie mistiche e terrene, profani del quotidiano che si affollano nella cerimonia del bar, più col sangue che col corpo di Cristo, loro, che puliscono il sangue col sangue, e purificano il corpo con altri corpi. Fra i tavoli pesanti di gomiti ebbri, giornali sportivi, gazzette locali e carte da gioco, le età si perdono fra i profumi di rum e birra. E Jimmy, Jimmy conosceva il segreto dei bar, talmente bene che sulla porta del paradiso del bar "Toilette" era incorniciata in una targhetta quella frase sacra: "Jimmy conosceva il segreto dei bar". Era un ragazzetto strano per quel posto, o meglio, non che disdegnasse la compagnia e i vizi degli avventori, ma lo faceva a modo suo. Con i suoi baffi folti, seduto in fondo al solito tavolo. Arrivava si sedeva ordinava una media, tirava giù un bel sorso, si guardava intorno, prendeva il suo taccuino e iniziava a scrivere, ma cosi, con una naturalezza tale, come se stesse giocando a carte, scriveva, beveva, parlava con noi, scherzava, viveva il bar e scriveva. Chissà Jimmy, ora avrà scritto su un romanzo su quelle storie, su quei pazzi ubriaconi, sui vecchietti che leggevano la gazzetta sportiva, o sulle bevute al fondo. O forse chissà avrà usato tutto quel materiale per una di quelle cose moderne, materiale da blog.
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