Si versano i versi e si sversano. Sudati di detti che avresti voluto dire ma non sapevi digerirli. Si sfocano i pensieri, le volontà e le voluttà, si adagiano allo scivolìo i verbi invertebrati che galleggiano senza soggetti fra la polvere d'agosto. Non parli più da tempo, non scrivi e non detti. Non pronunci pronomi e non preghi. Pago del guardar passare, del vedersi invecchiare, del non leggere più, del correre a piedi, dell'incontrarsi a mezzanotte col proprio letto e non aver più nulla da dirsi. Perchè dire non è tutto, anzi dire non è niente. Non si traduce ogni cosa, non si può uccidere tutto. Di banalità hai barattato la tua strada in salita. L'ovvietà ce l'hai servita a tavola al posto delle tue lacrime decedute. Non posso più ascoltarmele scivolare. La palestra di liberazione, lenta mi porta sul mare d'autunno, che fischia di salsedine a chi sa ingoiarla. Ritorna muto, rimpara l'analfabetismo, torna a guardarti cieco, affoga nel silenzio sordo. Scava il respiro come un minatore stanco, eccolo il deserto perso.
sabato 14 luglio 2012
venerdì 18 maggio 2012
Naufraghi
Ci sono naufraghi che cercano la propria isola deserta in orizzontale. Scappando semplicemente. Sentono nelle orecchie quello stridere graffiante dei contemporanei e allungano le pieghe delle coperte, fra loro e il mondo. Fuggono via, fuggono in continuazione, scappano dai volti, dalle voci, dalle case, dalle strade, dai luoghi, dai discorsi, dalle incomprensioni, dalle risate, soprattutto dalle risate, più che dai sorrisi. Fuggono dalle parole, quei suoni lasciati cadere, lanciati, scagliati, vomitati, subiti. Cercano il silenzio, lontani, prima dalla propria lingua, poi una volta a galla nelle altre lingue, fuggono anche da queste. Fuggono da ogni comprensione, cercano il deserto, il proprio incomunicabile immenso deserto. Sembra che abbiano più fondo dentro in cui affogare, che nelle mille piazze, nei lunghi discorsi, negli infiniti suoni lasciati a macerare al sole. In fuga dalla parola, ognuna inutile per ogni deserto, ognuna equivoca ed assassina. Sono questi i naufraghi che diventano eremiti. Mettono chilometri dal mondo in orizzontale. Altri naufraghi invece, talmente disprezzano il mondo, che preferiscono scalarlo. Salirci sopra per poter rubare aria più pulita, per non doversi consumare di ossigeno putrido, tossito, respirato. Tanto vomitano la nausea per quelle voci ruttate, che presi da claustrofobia, cercano la luce e non gli resta altro che scalare, per poter guardare tutto dal di sopra, nel silenzio imbottito. Tranquillizzati, il loro respiro si fa più calmo, più regolare in vetta. Guardano quel postribolo dall'alto e da lì su - ovattati e senza rumori - quel degrado può apparire anche romantico, ma solo da lassù.
mercoledì 9 maggio 2012
Recensioni Minime: Il corpo estraneo
Il Corpo estraneo (Marco Montanaro) - Caratteri Mobili
Un uomo bagnato fradicio cammina nel fango e attraversa i corpi. Si masturba molto ma con poco successo.
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lunedì 7 maggio 2012
Recensioni Minime: L'apprendista libraio
L’apprendista libraio (Stefano Amato) - autoprodotto
Un ragazzo trentenne con le scarpe di tela, viene assunto in una libreria siracusana. Clienti fastidiosi e frustrati gli rendono la vita impossibile, ci resterà 5 anni con l’unico desiderio di licenziarsi. Fuori di lì sembra Bukowski, con meno alcool ma molte più donne. Il laissez-faire di lebowskiana memoria trova terreno fertile nella placida terra degli aranci.
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venerdì 4 maggio 2012
Recensioni Minime: Previsioni del tempo
Un camion porta carcasse di maiali da Napoli a Bologna. Il camionista suda, guida, mangia e caca. L’altro pippa , spara e ingoia Malox. Qualcuno li insegue.
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wu ming
Recensioni Minime
Così ho pensato - mentre leggevo - che potevo - per così dire - liofilizzarlo.
Un po' come quando, ti chiedono "Hai letto quel libro? Di che parla?"
Ecco io di solito cerco di ridurre il tutto in minimi termini.
So che la cosa potrebbe risultare alquanto fastidiosa, come dire di una Piramide che è una "costruzione egizia", ma di questi tempi barocchi è bene che qualcuno pensi ai dadi per brodo.
Premetto - ma perché poi - che non ho la benché minima pretesa letteraria tanto meno critica su nulla (sul nulla).
Così non sapendo da quale libro partire ho deciso - come si dice dalle mie parti - di prenderlo alto il parete. Credo proprio che partirò da Wu Ming (un giorno o l'altro la pagherò per questo).
Bene buona lettera, premunitevi di cannucce.
«L'uso liofilizzato che - come si chiama? - il rasputin, ha fatto della letteratura è un uso criminoso!»
Ciascheduno
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venerdì 27 aprile 2012
Resistenza Toponomastica
«In un impeto di ribellione per tanta imbecillità
in quei giorni
anche il busto di Lenin
cominciò a lacrimare»
Offlaga Disco Pax - Piccola Pietroburgo
Qualche strano e discutibile amministratore pubblico aveva deciso di sotterrarlo lì Pertini. Come fosse una salma inutile, o ancor peggio utile. Utile per poter accontentare e placare quanti nutrirono il disprezzo per un parco, un gran bel parco, dedicato a quella canaglia di Almirante. Per un utile scambio bipartisan, in una zona piena zeppa di musicisti, barricato dietro quel parco, c’è lui: il grande partigiano Pertini! Che disgustato rimane in trincea a combattere il nemico fascista di sempre.
Almirante: firmatario ed estremo difensore del Manifesto della Razza, arruolato tra le fila della Repubblica fascista di Salò. Nel 1944 firmò un manifesto in cui si decretava la fucilazione dei partigiani “sbandati”. Fondatore e segretario del partito neofascista MSI nel dopoguerra. Lo stesso Almirante accusato di apologia del fascismo nel ’47. Rappresentante di quel movimento che per tutta la sua esistenza è stato contiguo con gli ambienti dell’eversione nera e della P2, nei dichiarati intenti di attacco agli organi costituzionali dello Stato, e dalle cui sezioni sono usciti gli assassini di Benedetto Petrone.
Compagno partigiano Pertini. Resisti! Dietro le trincee della tua piccola via. La lotta contro il fascismo non è ancora finita. Questa battaglia tutta toponomastica, ti vede degno rappresentante della Repubblica, della libertà, e della democrazia. Forza Sandro!
Compagno partigiano Pertini. Resisti! Dietro le trincee della tua piccola via. La lotta contro il fascismo non è ancora finita. Questa battaglia tutta toponomastica, ti vede degno rappresentante della Repubblica, della libertà, e della democrazia. Forza Sandro!
« Non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà »
(Sandro Pertini)
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