"Consiglierebbe la carriera di scrittore?" mi chiese uno degli studenti.
"Stai cercando di dire amenità?" gli chiesi.
"No, no parlo seriamente. Consiglierebbe la carriera di scrittore?"
"È lo scrivere che sceglie te e non tu lo scrivere."

Charles Bukowski
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mercoledì 29 giugno 2011

Ingredienti per film ambientati in Puglia (o tutt’al più nella bassa Lucania)



Partiamo da una considerazione: esiste tutto un nuovo filone cinematografico, che intreccia interessi neoborbonici, promozioni turistiche e bucolici sensi della vita, che in questi anni spinge per realizzare film in Puglia o come suggerisce il titolo, nella bassa Lucania. Piccola ma importante precisazione: in questa scuola la Puglia (o tutt’al più la bassa Lucania), non rappresenta semplicemente un ambientazione, ma come per “Ladri di Biciclette” o “Easy Rider” inaugura un nuovo genere. Vediamo da più vicino i tratti salienti di un buon film pugliese (o tutt’al più della bassa Lucania).

Introduzione.

Il regista ci porta alla scoperta del senso profondo di questa terra. Ci lancia una suggestione in grado di imprimere da subito, nell’anima dello spettatore il timbro di questi posti così autentici.
Di solito si parte con un flash back, un ricordo degli anni ’50 o ’60, di sottofondo rumore di cicale, si capisce subito quindi che siamo in estate, una masseria con attorno giallo a perdita d’occhio, il sole alto di mezzogiorno, in lontananza un polverone che si avvicina sempre più, fino a far scorgere, la sagoma di un automobile, una cinquecento o un maggiolone. Tutt’intorno bambini con calzoncini alla zuavi che giocano e gridano. Ad un tratto arriva la mamma attorniata da zie, nipoti, cognate, nonni, prozie, testimoni di nozze, padrini di prima comunione, suoceri, consuoceri, figli adottivi (di cui uno di colore che si chiama Nicola), parroci ed un lontano parente dell’America. La mamma con in mano un enorme coppa di orecchiette, intima ai bambini di andare a tavola, normalmente questo avviene con qualche esternazione barese, in grado di strappare nel pubblico una risata. A tavola si siedono senza soluzione di continuità, vestiti a fiori, canotte bianche sotto cappello di paglia, camicie sbottonate a intravedere collana d’oro e svariate bretelle. In alternativa o affiancato a questo, immagine di un affollato ed abitato centro storico, quasi sempre con le stesse caratteristiche di cui sopra. Fine del flash back.

Prima Parte.

Ci si catapulta immediatamente nella realtà moderna. Qui ci vogliono far credere che quell’immagine pura, di una terra selvaggia e cruda, è stata stuprata dalla modernità frenetica. Si parte con un’immagine di Bari: la tangenziale o qualche immagine di periferia a denunciare un degrado che fa spallucce ad un certo pubblico sensibile. Qui si scoprono i personaggi, magari quei bambini che correvano spensierati nei campi, il cui compito sarà rievocare i fantasmi dei loro nonni, in quella lontana fotografia anni ’50 o ’60. Oppure riscattare quella masseria abbandonata a sé stessa. Per il momento c’è qualche battuta in dialetto, questa volta più divertente di quella della mamma. Magari una parolaccia che fa sempre ridere, ma non come quelle parolacce romane, che sono gradasse, e volgari, buone per i film di Vanzina. No, qui le parolacce essendo provinciali, fanno ridere anche e specialmente un certo pubblico di sinistra. È quindi un profluvio di “le corn ca tin” o “vaffangul va” o l’immancabile “tremon” e via dicendo. Raramente, e solo per i registi che osano di più, si supera lo stereotipo Baricentrico della Puglia, che vede i personaggi, anche nel profondo Salento, esprimersi come se si fosse a Carrassi (per i forestieri, trattasi di un quartiere centrale di Bari).

Seconda Parte.

Come in ogni commedia che si rispetti, qui si crea l’intreccio, la tensione, l’antitesi hegeliana, che porta i protagonisti a districarsi nelle contraddizioni di questa terra. Di solito nei film ambientati in Puglia (o tutt’al più nella bassa Lucania), l’intreccio e la tensione nasce da uno scontro fra le due o più anime di questa terra. Da un lato, un conservatorismo agro-cattolico, celato all’ombra dei campanili e dei bar di paese (stranamente ancora fermi agli anni ’50 – ’60). Dall’altro, questa spinta alla modernità, al superamento dei vecchi valori, l’irrequietudine giovanile o gli interessi di palazzinari. Questo scontro si esplicita in diversi modi: Rock - Pizzica, Campagna - Città, Bar di Paese - Emigrazione all’estero, Trulli - Residence/grattacieli, Mare - Piscina, Scoglio - Lido, Bracciante agricolo - Giovane Rastafari, Piccolo esercente tradizionale – Grande multinazionale, Zappa – Laptop, Orecchiette – Cotolette, Ricotta forte – Maionese, ecc.
Questa parte risulta molto importante nel momento in cui palesa i mali della globalizzazione, in grado di travolgere tradizioni, territori, usi e costumi. Ma allo stesso tempo è un buon espediente per le compagnie turistiche di promuovere pacchetti turistici, mostrando le bellezze paesaggistiche. Troviamo quindi l’espediente del piccolo mezzadro, costretto a combattere col grande speculatore edilizio, per mostrare i trulli a Gallipoli o le cozze a Foggia…
No scherzavo, volevo vedere se stavate attenti, difatti non esiste nessuno film Pugliese (e tantomeno della bassa Lucania) che parli di Foggia. La Puglia infatti, cinematograficamente parlando, va da Barletta a Leuca. Punto.

Finale.

Nel finale le contraddizioni di cui sopra trovano una sintesi, dell’animo proprio pugliese (o tutt’al più della bassa Lucania), in grado di preservare il passato e le tradizioni, nell’innovazione e nell’incontro. Questo spot elettorale, utile per ricevere i finanziamenti dalla Apulia Film Commision, mostra come tutti questi insolubili intrecci, che in un altro paese della Padania o del Canton Ticino, avrebbe visto uno scontro epico, con forconi e roghi, qui si risolve con l’animo pragmatico e operoso di questa splendida terra baciata dal sole e scaldata dal mare e ancor più importante: terra d’accoglienza.
Nel finale quindi: Il Rock si mischia alla pizzica inventando un nuovo e fortunato genere, la vecchia masseria abbandonata viene recuperata e trasformata in agriturismo, il pugliese (o tutt’al più basso lucano) torna dall’estero e nel bar di Paese organizzano una festa di bentornato, il residence lascia spazio ad una serie di trulli con piscina, di conseguenza si alternano bagni in mare con bagni in piscina, si ammirano sugli scogli i pescatori sbattere i polpi, mentre si passano giornate sui lidi, fra reggae e mojito, il bracciante agricolo insegna al giovane Rastafari i segreti della botanica, il piccolo esercente tradizionale, propone hamburger con pane d’Altamura, il bracciante agricolo di cui prima, acquista un Mac per ottimizzare il lavoro di zappa, la cotoletta (fatta sempre con pane d’Altamura) viene servita subito dopo le orecchiette, il paninaro col camioncino aggiunge a checiap e maionese la ricotta forte, ecc.
Come vedete il finale riassume la voglia pugliese di innovarsi nella tradizione, un po’ come la DC di un tempo; nel finale quindi il parroco di paese diventa comprensivo verso la coppia omosex, ormai accettata da tutti, o verso la nigeriana e simpatica donna di compagnia. Quindi ci si ritrova tutti in una festa religiosa a rievocare un rito comunitario, con la vergine in prima fila e la nigeriana poco lontano.

Nota Bene

Quello descritto sopra riassume in linea generale le trame dei film ambientati in Puglia (o per lo meno nella bassa Lucania). È essenziale però non dimenticare piccoli ma importantissimi ingredienti che non possono assolutamente mancare:
- Deve assolutamente esserci una festa in cui si balla la pizzica;
- Bisogna assolutamente riprendere, centro storico, campanile, chiesa, masserie e muretti a secco;
- Mare;
- Personaggio con i dread;
- Processione religiosa;
- Tavolate infinite con orecchiette, bruschette, vino, taralli, mozzarelle, zoccoli e scarpe a occhio di bue;
- Una zia grossa.
Fra gli attori deve assolutamente esserci uno o più dei seguenti: Sergio Rubini, Dino Abbrescia, Paolo Sassanelli, Mingo di Fabio&Mingo, Lino Banfi, Renzo Arbore, Pinuccio Sinisi, Lunetta Savino o Mariolina de Fano.
Questo è tutto o quasi. Buon Lavoro.

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sabato 9 ottobre 2010

L'Eccellenza Pugliese


Il giornale del Corso 09/05/2009
Pag. 12
-LA VIRTUS JONICA CONQUISTA L’ECCELLENZA-
“La grandiosa stagione della Virtus guidata dal nuovo presidente Michele Fasano raggiunge il suo meritato traguardo. Domenica scorsa nella finale dei play off contro il Putignano stravince con un meraviglioso 4-1 regalando ai propri tifosi la gioia della meritata promozione”

La tazzina di caffè si chinò per l’ultima volta sulle labbra dell’attempato tifoso della Virtus. La mano lenta sfogliò l’ultima pagina del giornale, dopodiché lo depose sul bancone dei gelati, si strofinò la gobba del naso macchiata di caffè e uscì felice dal bar.
Michele Fasano era un imprenditore edile del paese che un anno prima aveva deciso sotto la spinta dei tifosi e dietro acuto suggerimento di consiglieri a lui vicino, di comprare la Virtus una squadretta che giocava ormai da decenni fra la promozione e la prima categoria ma che ciò nonostante contava un discreto numero di supporters. Non ignorava infatti che con un discreto investimento avrebbe potuto garantire alla squadra qualche stagione di successo in grado di scaldare i tifosi, un capitale umano che al momento opportuno sarebbe potuto tornargli utile.

***

Il giornale del Corso 11/07/2009
Pag. 6
-LA EDILWIND PRESENTA IL PROGETTO PER UN GRNADE CENTRO TURISTICO-
“È di martedì scorso la notizia che la Edilwind, di proprietà del dott. Michele Fasano, ha presentato al comune un mega progetto per un grande centro turistico in grado di intercettare e promuovere l’immagine della nostra cittadina. Il progetto prevede un grande albergo, una ventina di villini con giardino, piscine, centri benessere, una piazzetta attrezzata, bar, ristoranti ed addirittura una discoteca. Il piano che secondo le stime garantirebbe circa 400 posti di lavoro, deve ottenere il via libera della commissione prima e del consiglio comunale poi dato che sorgerà in una zona attualmente agricola. “
Pag. 13
-GRANDI ACQUISTI PER LA VIRTUS-
“La virtus si prepara al meglio per la nuova stagione in Eccellenza. Promossa a pieni voti infatti dallo scorso campionato, il presidente Fasano mantiene le promosse di una campagna acquisti coi fiocchi. Pare infatti che siano ormai certi l’arrivo di Domacchio, che ha disputato uno splendido campionato nel Lucera, Conti dal Liberty Molfetta e Gervasoni dal Pisa. In oltre pare che la squadra locale sia in trattativa per l’ingaggio di un difensore centrale in grado di dare miglior assetto difensivo alla squadra e, questo potrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane con l’arrivo di Ametrano dal Bisceglie o addirittura Chiarelli dal Matera neopromossa in C2.”

Le sue dita grosse e callose premevano come una spugna il grosso sigaro cubano. Fissò per un attimo la sua testa incandescente e subito dopo lo porto alle labbra, succhiando la spugna. Il fumo si sprigionò violento fra le pareti dell’ufficio, nella penombra creata dalla lampada sulla scrivania di mogano. Fu allora che bussarono alla porta – Avanti! – La porta si aprì di scatto ed un uomo tarchiato e robusto si avvicinò alla scrivania del dott. Fasano – Allora Michele, ci siamo messi in testa di fare Milano 2? – la risposta fu lapidaria – La squadra già ce l’ho - i due scoppiarono a ridere all’unisono mentre l’uomo tarchiato si accomodò nella poltrona in pelle. Fu Michele che iniziò il discorso.
- Franco, non perdiamoci in convenevoli sappiamo bene entrambi perché siamo qui. Tu sei il sindaco è quel progetto deve essere approvato, bisogna modificare il piano regolatore.
- Ma sai, non è cosi facile, questo tipo di sviluppo del paese ha bisogna di un certo equilibrio, è una questione grande per altro, cazzo tu vuoi creare una città intera li, tieni conto poi che la mia maggioranza è quella che è ci sarà sicuramente qualche consigliere a rompere le palle, per non parlare dei cittadini, manifestazioni…
-Franco, ma di che manifestazioni stai parlando? Ma lo sai come vanno ste cose, ma hai idea di quanti posti di lavoro ci sono in gioco? E tu pensi che qualche ambientalista possa metterti in pericolo? Ricordati che l’anno prossimo si vota…
-Appunto Michè, tu mi vieni a mettere sta bomba mo, almeno aspetta le elezioni che poi con comodo…
-Tu nan si capit nu cazz. Ora ti spiego con calma la questione. Quest’anno il campionato è più importante, quest’anno giochiamo in eccellenza, e noi vogliamo vincerlo sto campionato Franco.
-Michè ma mo che cazzo c’entra il campionato?
- C’entra c’entra… Secondo te Fra’ perché sto spendendo tutti sti soldi per sta squadra? Pensi che c’ho soldi da buttare io? Il discorso e geometrico. Io c’ho sta squadra perché il calcio è la migliore garanzia di popolarità, se la squadra vince io vinco e sarò per tutti un eroe. La luce del successo può spostarsi anche su di te se ci muoviamo bene, e tu sai quanto questa luce può essere importante in vista delle elezioni. Ora io sto investendo su questa squadra, se il piano andrà in porto potrò garantirgli successi e promozioni, questo si traduce in più tifosi. Questi tifosi ci torneranno utili per le elezioni, se vinciamo l’eccellenza io mi candiderò come consigliere e mi porterò dietro insieme ai miei anche molti dei voti ultras, ma la cosa più importante che devi capire è che se tu ti mostri vicino alla squadra, se ti dimostri come il sindaco della squadra, se insomma facciamo in modo che anche tu possa godere di questa luce allora al di là di me il tuo volto sarà associato a quello del successo della squadra e la gioia del campionato sarà freschissima con quella delle elezioni. E Forza Viiirtuus che siamo tantissimiii!!! Ahaha! –
-Certo Miche’ il tuo ragionamento non fa una piega, ma non pensare che sarà facile, il consiglio è pieno di scassa minchie e l’opposizione è pronta a prendere la palla al balzo…
-Franchino non ti preoccupare uscirà qualcosa anche per te, vediamo di intestare prima dell’approvazione della modifica del piano regolatore qualche terreno a qualche parente tuo, o insomma qualche cosa in tutto sto parco giochi si trova, non ti preoccupare Franchino, c’è posto a tavola.

***

Il Giornale del Corso 12/12/2009
Pag. 3
-MAGGIORNAZA DIVISA: SPORTELLI SI OPPONE AL CENTRO EDILWIND-
“Nell’ultimo Consiglio comunale è andato in scena lo sfaldamento della maggioranza a pochi mesi dal voto. Il consigliere Paolo Sportelli infatti è stato molto critico nei confronti dell’approvazione della variazione del Piano regolatore e dell’approvazione del progetto turistico Edilwind. Sportelli denuncia: “Questo provvedimento contiene in se una vergognosa speculazione terriera, oltre che un gravissimo piano di distruzione del piano urbano, i piani regolatori dovrebbero servire a delineare uno sviluppo equilibrato della città, qui invece si stravolgono gli equilibri economici, ambientali, culturali e urbani del Paese”. Il sindaco e il resto della maggioranza invece fanno quadrato respingendo le accuse e chiarendo che questa opportunità al contrario costituisce una manna per la nostra cittadina dal punto di vista economico, turistico e dei posti di lavoro. Al momento però con questi numeri e la defezione di Sportelli il piano non può essere approvato.”

Il Giornale del Corso 23/01/2010
Pag. 15
-VIRUTS JONICA: ADDIO SOGNI DI GLORIA?-
“Quarta sconfitta consecutiva per la Virtus Jonica quella di sabato scorso contro il Manduria. Un campionato che sembrava iniziare sotto i migliori auspici e che vedeva la Virtus in pole position per la promozione alla serie D, vede ora un drastico arresto. Inspiegabile per altro le defezioni nelle ultime 3 partite di Gervasoni e Chiarelli. L’allenatore Gigante getta acqua sul fuoco, parlando di sfortuna e lieve calo fisico della squadra subito recuperabile, ma in realtà sembra che neanche lui ci creda fino in fondo.”

***

Giovedì 4 Febbraio 2010 ore 11.07 – Ufficio del Sindaco.
La scrivania era piena di carte, documenti, appunti, penne, post-it, sigarette, persino una medaglia. Michele Fasano si avvicinò al Sindaco Simoncini, gli strinse la mano e guardandolo fisso negli occhi sospirò – Allora Franchì abbiamo deciso di retrocedere – il sindaco mantenne lo sguardo su di lui e soggiunse – Sei tu il presidente Michele, non io - Michele si accomodò sulla poltrona in pelle accavallo le gambe unì i pollici battendosi le dita all’altezza del petto e guardando verso la fotografia del Presidente Napolitano aggiunse – C’hai ragione e tu sei il sindaco e stai perdendo un’opportunità, il piano e fermo e cosi non và – Franco Simoncini si chinò sullo schienale della sedia e accendendosi una sigarette ammise – Lo so, lo so, Miche’, ma sai bene qual è la situazione, io ho fatto il possibile, sono riuscito a far digerire la cosa a tutta la maggioranza, ma quella testa di cazzo di Sportelli non lo smuovi e io te l’avevo detto che avrebbero rotto. Per altro tutta questa storia invece di rafforzarmi mi ha indebolito ed ora a 3 mesi dalle elezioni mi ritrovo con una maggioranza spaccata. Michè e’ qua mo sei tu che mi devi, anzi ci devi togliere le castagne dal fuoco – Fasano si infilò una mano nella giacca ed estrasse il cellulare, iniziò a spingere pulsanti rassicurando il sindaco – Va bene Fra’ sta cosa vedremo di risolverla, ma quello stronzo me la pagherà. Io mi faccio un giro di consultazione. Tieniti pronto che fra qualche giorno arrivano i rinforzi.

***

Il Giornale del Corso 13/02/2010
Pag. 4
-ATTACCO INCENDIARIO NELL’ABITAZIONE DEL CONSIGLIERE SPORTELLI-
“È di martedì scorso la notizia di un attacco incendiario presso l’abitazione del consigliere comunale Paolo Sportelli, per fortuna i danni sono minimi e riguardano solo il portone dell’abitazione. I fatti: Lunedì sera verso le 23.00 Sportelli, dopo essere tornato da una riunione di maggioranza, si recava a casa quando ha subito notato del fumo proveniente dalla sua abitazione. Giunto sul posto ha notato che il suo portone andava in fumo, subito ha allertato i vicini che con secchi d’acqua ed estintori sono facilmente riusciti a domare le fiamme. Immediatamente Sportelli ha chiamato i Carabinieri che giunti sul posto hanno notato pezzi di vetro sparsi per la zona, deducendo cosi che l’incendio sia stato causato da una bottiglia Molotov. Sportelli però non pare preoccupato e denuncia: «L’incendio non è niente di grave, ma di certo è preoccupante il segnale che si vuol mandare alla mia persona, credo sia fuor di dubbio che l’incendio sia dovuoa alla mia azione politica, evidentemente sto dando fastidio a qualcuno, ma non mi farò intimidire». I militari al momento hanno aperto un fascicolo verso ignoti.”

Il Giornale del Corso 20/02/2010
Pag. 2
-MARINELLI E CASTELLANA PASSANO IN MAGGIORANZA-
“Che l’atmosfera fosse incandescente e gravida di novità lo si era capito già dalla settimana scorsa, ma nell’ultimo consiglio comunale di mercoledì scorso è andata in porto la definitiva rottura dei due consiglieri dell’opposizione Giorgio Marinelli e Piergiorgio Castellana che passano cosi nella squadra del sindaco. Le loro fibrillazioni all’interno del partito erano datate e gli umori non erano dei migliori. Mercoledì scorso però è avvenuto l’atteso epilogo, i due votando a favore di un provvedimento sul piano regolatore proposto dalla maggioranza decidono di non seguire le indicazioni del proprio partito e di votare a favore del provvedimento aggiungendo la volontà di entrare nella maggioranza per incompatibilità con la vecchia compagine. Al nostro giornale Marinelli dichiara: «La nostra decisione è stata dettata da una divergenza sempre più crescente che si respirava nel nostro partito. La goccia ultima è stata il provvedimento per il Piano Edilwind, dove l’opposizione si era mostrata incomprensibilmente contrario per partito preso, non capendo che questo rappresenta un’importante crescita per il nostro paese».

***

Quarantunesimo del secondo tempo, Chiarelli scatta sulla fascia sinistra, dribla con un meraviglioso gesto tecnico il centrocampista del Corato, si accentra sulla tre quarti, passa per Gervasoni, quest’ultimo per Battelli che avanza con la palla al piede, finta verso il difensore avversario, verticalizza per Damacchio, tiro al limite dell’aria, traversa Gervasoni si fa trovare pronto sulla sinsitra e con un colpo di testa insacca la palla decisiva in rete. Virtus Jonica 2 – Atletico Corato 1. La Virtus vince i play-off e conquista la storica promozione in serie D.
La gioia fra gli spalti è incontenibile, al triplice fischio dell’arbitro un tripudio di paese invade il rettangolo di gioco portando in trionfo gli eroi della Virtus, fra le facce esultanti quella del Presidente Fasano e del Sindaco Simoncini, che dimostrano il loro attaccamento sentimentale e viscerale a questa meravigliosa squadra, orgoglio del paese tutto. I tifosi si avvicinano al presidente e lo prendono fra le gambe portandolo in giro come trofeo, poco più tardi toccherà la stessa fine al Sindaco, apparentemente alticcio di qualche spumante di troppo. La Virtus conclude vittoriosamente l’eccellenza.

Il Giornale del Corso 24/04/2010
Pag.10
-LA VIRTUS CONQUISTA LA D-
“2 a 1. La Virtus conclude con questo meraviglioso punteggio la sua avventura in Eccellenza, e conquista ai Play off l’agoniata promozione. Tanta la gioia fra gli spalti e fra i tifosi che dopo aver riempito lo stadio hanno attraversato fra caroselli festosi le vie del paese. Al nostro giornale le dichiarazioni entusiasmanti del Presidente Fasano “Questa è la degna conclusione di un campionato che abbiamo affrontato con coraggio e giusta determinazione, non sono mancati momenti critici ma ho sempre creduto in questa squadra e il risultati ci hanno premiato, ora ci aspettano nuove sfide”. Ai festeggiamenti si è aggiunta la voce del Sindaco Simoncelli, tifoso della prima ora della Virtus: “Questa vittoria è una vittoria del paese tutto che è finalmente fiero di questa squadra. Credo di far cosa giusta nell’esprimere i più vivi ringraziamenti da parte della cittadinanza alla Virtus ed al suo Presidente Fasano”.
Il lembo inferiore destro della pagina si piego fra le sue dita rugose fino a mostrare il suo secondo lato. L’uomo sorseggiò l’ultima goccia di caffè, chiuse definitivamente il giornale e si diresse verso l’uscita del bar.


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sabato 2 gennaio 2010

Il cosa e il come di Sinistra e Libertà... e di altre diavolerie moderne


Questo post prende le mosse dagli ultimi avvenimenti tragicomici delle regionali in Puglia e più precisamente della scelta del candidato presidente del centro sinistra o del centro e basta. Per chi non fosse interno a queste questioni cosi ostiche provo a sintetizzare un po' gli avvenimenti grotteschi di questi ultimi tempi. Dovendo trovare un punto di inizio bisognerebbe partire dalla nascita del PD, ma poiché ciò allungherebbe troppo il brodo preferisco iniziare dalle scorse elezioni amministrative. In questa fase si è avuta la concomitanza di due eventi rilevanti: l'avvio del piano D'Alema, che si sintetizza nell'esperienza di Brindisi dove il PD decide di avviare una nuova stagione di alleanza più o meno organica con l'UDC, questo ha inevitabilmente come corollario l'esclusione della sinistra, punto purtroppo ad alcuni compagni ancora poco chiaro. Altro evento rilevante di questa fase è lo scoppio del caso Sanità in Puglia, e le indagini sull'assessore Tedesco (assessore in quota PD che all'epoca della sua nomina militava nei Socialisti Autonomisti, fortemente voluto da D'Alema). A seguito di questo evento il presidente Vendola fa una scelta che a prima vista sembrerebbe lodevole e degna di encomio, ma che a ben vedere nasconde dell'altro: scioglie in toto l'intera giunta regionale e ne nomina una nuova, attraverso un'operazione politica che facendo fuori non pochi assessori innocenti e che avevano dato lustro all'amministrazione Vendola (Barbieri, quello dei bandi ritorno al futuro per intenderci) e estromettendo Rifondazione dal governo, mirava ad aprire anche in Puglia il piano D'Alema, l'iniziale proposta infatti è quella di inserire nella nuova giunta esponenti dell'UDC e nientepopochedimenochè di Io Sud, il movimento politico dell'ex missina Adriana Poli Bortone, in nome di una generica e incolore difesa corporativa degli interessei del Sud e della Puglia contro lo strapotere del Nord. Questo piano non va in porto per il rifiuto dei diretti interessati, ma apre il balletto di cui Vendola sarà l'inevitabile posta in gioco. A qualche mese di distanza mentre fervono i preparativi per il totocandidato, Vendola incontra in neosegretario Bersani ed afferma perentorio che è disponibilissimo ad una alleanza con L'UDC in Puglia, apertura che la stessa UDC rimanda al mittente: non sosterremo mai Vendola. Di qui la contesa fra UDC, PD e Sinistra e Libertà, sul futuro candidato presidente, con Vendola che forza la piazza con le varie Fabbriche di Nichi (e interessante il fatto che Vendola si ricordi del suo popolo e della partecipazione popolare solo in occasione delle elezioni, 5 anni fa furono i comitati pro Vendola che nelle intenzioni sarebbero dovuti diventare l'anello di congiunzione fra base e governo, poi immediatamente sabotati, anche per volere dell'attuale PD), e il PD che cerca di convincere Vendola a farsi da parte proponendo candidati più moderati come Emiliano. Da tutta questa storia ingarbugliata cerco di trarre le mie personalissime opinioni (lo faccio in modo schematico per alleggerirvi il post, o come diceva Panfilo Maria Lippi: per venire in contro alle vostre capacità mentali).
1) Vendola e Sinistra e Libertà non riescono a capire, o pare non vogliano capire, che al di là del caso Puglia, dove si ammirano esponenti del PD di primo calibro come Emiliano che vengono tirati in mezzo per la giacchetta, in Italia si sta giocando una partita ed un progetto politico che va al di sopra delle loro teste. Questo progetto nasce con la nascita del PD, e con l'inevitabile caduta del governo Prodi, ed ha come solo orizzonte la creazione di un bipolarismo minimo, di una destra e di un centro (PD-UDC) eventualmente colorita con del sano Dipietrismo, che veda fuori la sinistra e qualsiasi parvento di alternativa di società: bisogna solo governare l'esistente;
2) Proprio per questo Vendola e Sinistra e Libertà nonostante i mille screzi credono ancora nell'utopia novecentesca del centro-sinistra, e non riescono ad immaginare alcun futuro politico al di fuori di un'alleanza col PD, al contrario pare che nascano proprio come sinistra del PD, funzione che gli potrebbe pur essere congeniale se avessero i numeri per farlo, ma purtroppo questo è impossibile proprio per il fallimento politico del progetto vendoliano;
3) Checchè se ne dica infatti, nonostante l'entusiasmo della base, il progetto vendoliano è fallito. Esso si esprimeva nella volontà di unire in un unico soggetto politico tutta la sinistra italiana uscita dal parlamento italiano. Con l'utopia di cancellare gli errori e le divisioni del '900 per inaugurare una nuova fase, in quest'ottica si vedeva naturale unire ex comunisti, ex diessini ed ex verdi, con i socialisti di craxiana memoria (di cui sarebbe stato onesto rispolverare il passato politico e le scelte fatte in materia di politiche del lavoro) fino a giungere addirittura a paventare una inclusione dei radicali (quelli dell'abrogazione dell'articolo 18). Ovviamente come largamente prevedibile questo piano è fallito, non solo a causa delle 4 scissioni nella già fragile sinistra (PRC, PDCI, SD, Verdi), ma a causa della fuoriuscita prima dei Verdi e poi dei Socialisti, ovviamente in entrambi i casi gli ultrà di Vendola hanno inveito contro il grigiore di questi partiti (stessa cosa fatta con i nostalgici di rifondazione) rendendosi conto solo dopo di queste deprecabili caratteristiche;
4) A seguito di questo si aprono per Sinistra e Libertà due sole strade percorribili, essendo inesistente qualunque altra: o l'adesione organica al PD, o l'entrata nel progetto federativo della sinistra, che con tutti i suoi limiti ritengo essere l'unica possibilità e via concreta per unire tutti i soggetti della Sinistra con la S maiuscola. Mi auguro che prevalga la seconda scelta, poiché nel progetto federativo si cela la filosofia che ha portato al governo per la seconda volta il Frente Amplio in Uruguay. Anche lì per anni a sinistra c'è stata una diaspora ed uno scontro di partiti, paritini e gruppuscoli che si contendevano la verità, fino a quando non si è capito che è inutile dividersi sul 5% di cose in cui si è in disaccordo, è meglio far stare insieme il 95% di cose che si condividono, è proprio per questo che la soluzione non è stata fare un partito unico in cui ognuno avrebbe dovuto sacrificare qualcosa di sé e della sua storia, ma una federazione dove chiunque può starci senza bisogno di abiure, ma questo rappresenterebbe per Vendola un ultimo grande smacco;
5) Nel famoso e lacerante congresso di Chianciano infatti le posizioni in campo erano di fatto 3: quella vendoliana che mirava alla creazione di un partito unico della sinistra (del cui esito abbiamo visto i risultati) quella dell'Unione dei Comunisti (che proponeva la creazione di un unico partito comunista) e quella di Ferrero che proponeva per l'appunto la creazione di una federazione della sinistra, posizione uscita vincente dal congresso. I vendoliani però hanno rifiutato totalmente questa posizione, accusandola di identitarismo, nostalgia, torcicollo, ecc. iniziando cosi la stagione delle scissioni...per l'unità;
6) Da questo corollario giungo a fare un'ultima considerazione amaramente critica nei confronti di Vendola e di Sinistra e Libertà: quella di essersi arresi concettualmente e politicamente alla personalizzazione della politica, individuando in Vendola il Salvatore della Patria, l'ultima speranza della sinistra e di fatto commettendo il solito errore del populismo, quello di demandare ad un leader le responsabilità individuali. Nel bene e nel male si segue Sinistra e Libertà per Vendola, cosi come molti sono usciti da rifondazione perché: come si fa a non votare Vendola. Il risultato è arrivato al paradosso della situazione pugliese, dove si crede di potersi alleare con chiunque, Poli Bortone compresa, basta che ci sia Vendola Presidente, come se fosse la sua presenza lì e non le forze in campo a garantire politiche di sinistra. Se Vendola è riuscito ad ottenere degli ottimi risultati in questi anni di governo è stato grazie ai rapporti di forza favorevoli nella giunta, conquistati alle scorse elezioni dalla sinistra. Se Vendola ha commesso errori gravi, come Tedesco alla Sanità (tema cardine quello della Sanità nella campagna elettorale di 5 anni fa) è stato grazie alle imposizioni dei poteri forti nel governo regionale (PD). Come può pretendere Vendola di poter, ormai ipoteticamente, conservare una politica di sinistra in un governo formato da PD e UDC e uno o due assessori di Sinistra e Liberà? UDC che vuole mettere le mani sulla Puglia (spalleggiata da D'Alema) perchè entrambi hanno interessi nell'accaparrarsi l'acquedotto pugliese. E credo che la cosa non sarebbe poi tanto diversa senza l'UDC, i rapporti di forza sarebbero sempre a suo svantaggio. Per concludere quindi, credo che Vendola e Sinistra e Libertà debbano aver il coraggio di fare una scelta difficile ma coraggiosa, oltre che necessaria, quella di concorrere a dar vita ad una sinistra politicamente e strategicamente autonoma, questo (ahimè) può voler dire stare lontano dal governo per un po', ma la scelta è tragica: Stare al governo per non fare niente, o non starci per ricostruire la Sinistra?
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